Global Consulting Italia
Home

Self-custody

Custodia propria

Chi lascia i bitcoin su un exchange ha un credito verso quell’exchange. La custodia propria tiene le chiavi fuori da quel rapporto.

Se le chiavi stanno su un intermediario, un blocco del conto o un dissesto interrompono l’accesso. I casi già noti, da Mt. Gox a FTX e BlockFi, sono il motivo per cui la pagina originale insiste su «not your keys, not your coins». Tenere le chiavi è un atto di responsabilità: un errore di backup non ha un recupero presso un call center.

Il wallet caldo, collegato alla rete, serve a spendere piccole somme. Il risparmio sta su un dispositivo hardware, spento rispetto alla rete. Sul sito già pubblicato i dispositivi indicati sono BitBox02 in edizione solo Bitcoin, Coldcard, Trezor e Blockstream Jade. Vanno comprati dal produttore, non da un rivenditore occasionale.

Le 12 o 24 parole sono il backup. La carta brucia e si bagna: il livello descritto è l’incisione su acciaio o titanio. Una passphrase apre un secondo wallet e, se dimenticata, rende i fondi irrecuperabili. Per patrimoni rilevanti si usa una firma multipla, per esempio 2 su 3, con le chiavi in luoghi diversi. Il seme non va scritto nel testamento, che diventa atto pubblico.

Per una valutazione sul caso concreto: info@globalconsultant.eu

Custodia propria — Global Consulting Italia